Metacibica

Ognitantile di arte e varia umanità

5 Marzo 2007

Non mi piacciono i cuochi d’artificio

mostri.jpgSono alcune delle creazioni di tal Kuniko Maeda, designer giapponese che, sostengono i suoi estimatori, "vuol farci riflettere sulle abitudini legate al cibo" e mettere in luce relazioni finora solo implicite "attraverso la provocazione dello stupore".  Le qui presenti facce sarebbero "cultural look", ovvero ingredienti della cucina olandese su visi giapponesi e viceversa. Così recita la didascalia impressa suul sito del sopracitato Kuniko Maeda, che riporta estemporanee creazioni relative ad abiti ed accessori e soprattutto mirabilia a base di cibo, tipo la tovaglia fatta con un patchwork di fette di bresaola e sottilette; accurati studi sui colori che il pane da toast produce quando secca e ammuffisce; tappeti persiani a base di olive, cubetti di formaggio e rondelle di wurstel. Dice che il suo è un lavoro frutto dell’incrocio e della contaminazione reciproca fra cibo, moda, nutrimento. Mah. Tenderei a considerare tutto questo come il parto di un cuoco d’artificio: un’esplosione sorprendente e colorata, davvero, ma che svanisce in un lampo così com’è arrivata, lasciando semmai un po’ di puzza di fumo. Di arrosto, qui, neanche a parlarne.

2 Commenti a “Non mi piacciono i cuochi d’artificio”

  1. Ci mancava l’Arcimboldi post-moderno!!!

  2. Che spreco di cibo… lo vadano a dare a chi ha veramente bisogno invece di farci vestiti e trucco…

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