Mannaggia alla Telecom
Ho un diavolo per capello, anzi due o tre, e lasciatemi usare questo pulpito improprio per cavarmi una moltitudine di sassolini dalle scarpe e scagliarli contro la Telecom, che mi lascia orfana di telefono e Adsl per almeno un mese. Faccio trasloco, ho bisogno di un nuovo numero telefonico con l’Adsl, e il mercato della telefonia sarà anche liberalizzato ma i nuovo allacciamenti (almeno qui dove abito) li fa esclusivamente la Telecom: a un altro gestore telefonico potrò rivolgermi soltanto dopo. Sottolineo che la casa orfana di telefono e Adsl non è in mezzo ad una sperduta campagna, no no. E’ in un centro storico, stoicissimo, dove gli esseri umani abitano dall’Età del Bronzo.
L’Adsl della Telecom è Alice, che dall’apposito sito internet risulta disponibile subito all’indirizzo al quale andrò ad abitare. Mi rivolgo al 187 e me la promettono entro pochissimi giorni. Arriva il tecnico, e constata che la linea ci sarebbe, ma c’è un problema sulla rete: e arrivederci al 27 giugno.
C’è un guasto sulla rete? Ripariamolo. Mi rivolgo al 187, un operatore mi informa che le riparazioni vengono effettuate in pochissimo tempo. Mi fissano nel giro di un paio di giorni un appuntamento con i tecnici, i quali non si presentano.
In compenso il giorno dopo suonano alla casa che sto lasciando non una ma due squadre di tecnici Telecom, ambedue all’oscuro della contemporanea presenza dei colleghi e ambedue convinti che il guasto da riparare fosse proprio lì, nella vecchia casa. Nossignori, e spiego loro dove andare.
Lascio passare un paio di giorni e chiamo il 187: l’Adsl è arrivata? No, mi dice l’operatore: arrivederci al 27 giugno, tutto quel che può fare è inoltrare un sollecito. Mi imbufalisco, temo. Gli dico che non è possibile. Inizia un’agitata conversazione che dura un quarto d’ora, durante la quale lui mi chiede fra l’altro che lavoro faccio. Gli rispondo che faccio la giornalista, e lui: uh, i giornalisti! Allora metto giù perché sennò poi lei riporta questa conversazione sul suo giornale.
Doppiamente imbufalita richiamo il 187 e mi rivolgo al servizio commerciale. Inizia un’altra agitata conversazione che dura un’ora e un quarto di orologio. L’operatore mi conferma che c’è un guasto, mi conferma l’arrivederci al 27 giugno, mi conferma che tutto quel che può fare è inoltrare un sollecito. Espongo i miei capisaldi: l’Adsl, secondo il sito internet di Alice, per la nuova casa è disponibile subito, e allora o me la danno subito o scrivono sul loro sito che l’Adsl è disponibile salvo verifiche tecniche, sennò l’informazione offerta al cliente è come minimo incompleta. Risponde che posso anche aver ragione, però dovrei rivolgere le mie proteste ai responsabili del sito internet, e lui non sa chi siano e non può passarmeli. Può solo darmi l’indirizzo della sede legale Telecom.
Dico : la Telecom si impegna a riparare entro pochissimo tempo i guasti, perché caspita non lo fanno? Risponde che il problema non è sulla linea, è sulla rete, e lì i tempi sono, non ricordo le sue parole esatte, ma il succo è che sono imperscrutabili. Domando cosa caspita allora abbiano fatto le due squadre di tecnici che sono già venute per la riparazione. Non lo sa, può solo inoltrare un sollecito e allora i tecnici dovranno dare risposta scritta. Quando ci sarà questa risposta? Non lo sa, non esistono termini fissati. Gli chiedo di parlare con il responsabile che segue la mia pratica. Non c’è nessun responsabile della mia pratica. Gli chiedo di passarmi qualcuno. Non può passarmi nessuno. Insisto per parlare con i tecnici che si occupano dei miei lavori. Non sa chi siano. Gli chiedo il numero di telefono dell’azienda, dell’ufficio o di chi caspita è che fa ’sti lavori. Non ce l’ha, non può darmelo. Può darmi solo un numero di fax cui spedire un reclamo scritto, e sarò contattata entro 30 giorni. Mi cadono le braccia.
Gli dico che lui non è lì per risolvere i miei problemi, ma per costruire un muro invalicabile fra i miei problemi e chi, all’interno dell’azienda, ha il potere e la responsabilità di risolverli. Mi risponde che sarà anche professionalmente degradante, ma che lui è un muro. Mi sembra di parlare con il ragionier Fantozzi dei film. Inutile infierire: mi sfogo su questo blog, e arrivederci a quando avrò l’Adsl.
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“C’era una volta… - Un re! - , diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno”. E a queste prime righe del
Talmente vecchio che è nuovo di nuovo. Vale per gli accessori Anni 70 miracolosamente sopravvissuti in fondo a qualche cassetto e, più a ritroso nel tempo, vale per l’aperitivo, che ora a New Kork, Londra e Parigi 


