Metacibica

Ognitantile di arte e varia umanità

Archivio di Aprile 2006

27 Aprile 2006

Senza fondo e senza Alka Seltzer

Neanche l’Alka Seltzer ce la può fare di fronte a 5 chili di torta al formaggio in 9 minuti, 167 ali di pollo in 32 minuti, 57 cervelli di mucca in un quarto d’ora eccetera eccetera. E così l’Alka Seltzer ha cessato di sponsorizzare le mangiate competitive in voga negli Stati Uniti giusto prima delle sei libbre e un quarto di asparagi fritti vittoriosamente ingurgitati sabato 22 da Joey Chestnut in California. Questa sponsorizzazione infatti non è andata giù alla casa madre dell’Alka Seltzer, la tedesca Bayer, che opera proprio nel campo della salute e della nutrizione, dal momento che le ha attirato la critica di incoraggiare comportamenti alimentari dannosi. Lo stop è stato annunciato su Bloomberg.
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25 Aprile 2006

Senza fondo

A proposito del rapporto malato di questa nostra società col cibo, ecco a voi il campione mondiale di Ingurtigamento di Asparagi Fritti, tal Joey Chestnut. Nel corso di una gara svoltasi il 22 aprile a Stockton, California, ne ha inghiottiti sei libbre e un quarto, cioè circa tre chili. Una cosina leggera leggera, tutto quell’asparago fritto. E non oso pensare alle conseguenti sei libbre e un quarto di pipì.
A prescindere. Gli Stati Uniti, dove siffatte mangiate competitive hanno estimatori ed apposite associazioni, detengono il record di obesi e di fanatici del salutismo asciutti come chiodi. Sarà anche che ‘ste gare sono una manifestazione di esibizionismo e una dimostrazione di potenza, e cioè la versione umana del gorilla che sfida il rivale battendosi i pugni sul petto. Sarà anche. Ma ricchezza e consumismo, e in alternativa povertà e marginalità sociale, sono il principale ingrediente dei disturbi alimentari. Non mi stupisco che gli Stati Uniti siano in pole position.
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23 Aprile 2006

La mamma cucina sulla consolle Nintendo

cooking mama.jpgE’ un gioco fatto su misura per questo nostro mondo che fa un gran parlare di cibo e intanto si mette a dieta per paura di ingrassare. Per questo nostro mondo in cui si impara a cucinare da libri e videocassette, e non più dalla mamma, la cui consulenza farebbe invece tanto comodo quando la torta diligentemente impastata secondo i dettami di una ricetta non accenna minimamente a lievitare e anzi vorrebbe sedersi ignominiosamente nel forno. Adesso però c’è "Cooking mama", che sovrintende alle operazioni culinarie dagli schermi di una consolle Nintendo. Solo che non ne escono un pranzo e una cena, ma piatti virtuali, con il relativo punteggio; e solo che la mamma parla giapponese, anche se è annunciata per ottobre l’uscita della versione europea.
Scelta una ricetta, grazie ai suggerimenti della "Cooking mama" si impana la carne, si tagliano le verdure, si mette il tutto in padella eccetera impiegando stilo e schermo tattile al posto di mestoli, coltelli e fornelli. Poi il computer dà il voto al cuoco in base alla destrezza con cui effettua le varie procedure e in base al tempo impiegato. Qui il video di presentazione. Per il momento, il ricettario di "Coocking mama" prevede esclusivamente piatti giapponesi. Chissà se la versione europea contemplerà la quiche lorraine e le lasagne al forno.
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22 Aprile 2006

E’ un affare di Stato la taglia delle spagnole

Basta fare un giro fra le bancarelle del mercato per accorgersi che siamo una società malata. Malata nelle sue relazioni col cibo e malata nel suo rapporto col corpo, che in sé assume e trasforma il cibo. Al mercato cerchi una maglietta, un paio di pantaloni, e ti trovi una sovrabbondanza di straccetti mignon che vanno stretti perfino a chi porta la taglia 42. Le irraggiungibili dimensioni degli abiti venduti al mercato rispecchiano un sentire comune, un ideale onnipresente e sottinteso: ad esempio a Trani organizzano la rievocazione storica del “Matrimonio di re Manfredi” e cercano, per impersonare la sposa, una donna taglia 40-42 ed alta almeno un metro e 70. Praticamente, vorrebbero un palo della luce. La taglia 42 (la 50 per gli uomini) rappresenta il limite massimo di ingombro corporeo ritenuto accettabile, dice uno studio appena pubblicato, e dunque 7 italiani su 10 stanno mettendosi a dieta in vista della stagione balneare.
In Spagna addirittura il Governo ha deciso di prendere il mano la situazione. Ha constatato ufficialmente la discrepanza fra le taglie degli abiti in commercio e le dimensioni delle persone in circolazione, e, nell’impossibilità di cambiare per decreto legge il sentire comune ed il rapporto della gente con il cibo e con il corpo, ha istituito una commissione incaricata di studiare le misure delle spagnole maggiori di 12 anni: alle sue conclusioni i produttori di abiti dovranno adeguarsi.
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17 Aprile 2006

La filosofia del cioccolato

golosimetro.jpgSi sposano bene all’overdose pasquale di cioccolato (e al golosimetro segnalatomi da Gianna: un prototipo realizzato nel 2003 dal designer Paolo Ulian) i pensieri di Prucence Emma Staite, un’artista che realizza sculture di formaggio, pasta, verdura e soprattutto di cioccolato perché, dice, il cibo è la cosa più complessa del mondo, ed è associato a così tanti significati e problemi che usarlo come materia prima spinge la gente a interrogarsi sulla sua relazione con la vita.

cucina.jpg mensola.jpg Di qui la sua decisione di produrre in cioccolato una cucina Anni 60 completa di forno, fornelli, pentole e uovo al tegamino; un’intera camera in grandezza naturale, sufficiente a 600 persone sgranocchianti, fornita di caminetto, battiscopa, quadri e candelieri: tutto di cioccolato, tranne la tappezzeria, che è di zucchero.
gioielli.jpgAddirittura ha realizzato collane infilando perle di zucchero e cioccolato: possono essere mangiate o indossate, basta avere l’accortezza di riporle in freezer anziché nel primo cassetto del comò.

finger biscuit.jpgSe tutta questa meditazione sul cibo (e dunque sulla propria relazione con la vita) innescata dalle opere d’arte in cioccolata risulta deprimente, è possibile consolarsi con i finger biscuit ideati nel 2004 da Paolo Ulian, ideali da pucciare nella Nutella.

anello spazzolino.jpg E infine, per esorcizzare la carie e i pensieri cupi, l’anello-spazzolino da denti, anch’esso di Ulian.
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15 Aprile 2006

Telegramma dall’Olanda

Vrolijk Pasen buono!.pngAuguri di Pasqua in olandese, perché ha sede in Olanda l’azienda che ha inventato i telegrammi di cioccolato, e il catalogo è in quella lingua. I telegrammi vengono recapitati sotto forma di tavolette di cioccolato, una lettera dell’alfabeto su ogni quadratino. E’ possibile dettare testi personalizzati.
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12 Aprile 2006

L’Ultima Cena di Trimalcione

Non sembri blasfemo o irriverente il titolo di questo mio post. Anzi. Non sono esattamente un topo di sacrestia (di biblioteca, semmai), però trovo affascinante l’ipotesi che il Satyricon di Petronio, e soprattutto la famosa Cena di Trimalcione, siano una parodia dell’ultima parte del Vangelo di Marco. La datazione più comunemente accettata per il Vangelo di Marco è attorno al 70-80 D.C., e quella del Satyricon attorno al 65 D.C. Sarebbe dunque nel Satyricon la prima allusione a Gesù, e oltretutto provenienti da fonti non cristiane.

Tutta la cena offerta da Trimalcione, un arricchito dotato di un rutilante pessimo gusto, è in realtà un’ultima cena, anche se il padrone di casa precisa che il suo astrologo personale gli ha predetto altri trent’anni di vita: fra un discorso sepolcral-funereo e l’altro, egli unge i convitati con del nardo prefigurando la propria unzione funebre. Ma per i romani il nardo era un unguento soltanto conviviale, non funebre, e l’episodio è accostabile all’Unzione di Betania narrata dall’evangelista Marco. Trimalcione sente cantare un gallo e lo interpreta come segnale di disgrazia (era invece annuncio di vittoria nella tradizione greca e romana): e il Vangelo di Marco insiste sul tradimento di Pietro avvenuto  “prima che il gallo canti due volte”.

E poi, uno dei protagonisti del Satyricon, Eumolpo, sembra parodiare l’eucarestia affermando che lascerà una favolosa eredità a chi mangerà le sue carni dopo la sua morte. C’è anche il cadavere di un uomo crocifisso che sparisce il terzo giorno. Chi volesse approfondire, può partire di qui.
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11 Aprile 2006

Stappa un Prodino

prodino.jpgQuasi quasi il sondaggio del gelataio di ieri aveva ragione. Però, visto che nunc est bibendum… Dai, stappa un Prodino!
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10 Aprile 2006

Lo scrutinio del gelato

gelato buono.jpg

Trovata in una gelateria oggi pomeriggio. "Prodino" è un variegato alla fragola, "Silvietto" un variegato alla nutella. Il gestore dice di averne venduto, complessivamente, una quarantina di chili nelle ultime ore: più "Silvietto" ai ragazzi, più "Prodino" a quelli della mia età, ma a conti fatti i due gusti sono sostanzialmente alla pari. Quasi quasi va a finire che il gelataio ha la vista più lunga rispetto alle ditte specializzate in exit poll…
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7 Aprile 2006

La pirlatura della colomba

Fra le proteste di cornetti e bomboloni, ancora privi di un perimetro definito a norma di legge, la colomba della Pasqua 2006 ha per la prima volta confini burocraticamente (e tautologicamente) netti: “forma irregolare ovale simile alla colomba”. Lo dice il decreto del ministero delle Attività produttive entrato in vigore il 29 gennaio, che si occupa anche di panettone, pandoro, savoiardi, amaretti e amaretti morbidi. Oltre a determinare la forma di questi dolci, il decreto ne stabilisce gli ingredienti. Per la colomba: farina, zucchero, uova (almeno il 4 per cento di tuorlo), “materia grassa butirrica" (sarà poi burro?) pari ad almeno il 16 per cento, canditi (almeno il 15 per cento), lievito naturale, sale. Glassa di albume e zucchero con almeno il 2 per cento di mandorle. Più vari optional che spaziano dal miele agli anacardi e ai conservanti. Possibili alcune varianti: ad esempio omettere i canditi, aggiungere una crema. Il decreto si occupa anche delle varie fasi della lavorazione. Fra la “porzionatura” e la “deposizione dell’impasto negli stampi di cottura” spicca la “pirlatura”. Consiste nel dare alla massa la forma della colomba.
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