I devoti di San Silvestro
Mi spiace, ma non canto nel coro dei devoti di San Silvestro e non riesco a pensare che l’anno nuovo sarà poi tanto meglio di quello vecchio. L’attesa che lo accompagna mi fa pensare al modo in cui Agilulfo Emo Bertrandino dei Guildiverni, il protagonista de “Il cavaliere inesistente” di Italo Calvino, siede a tavola fra i paladini di Carlomagno. Mentre gli altri mangiano, lui taglia la carne a meticolose striscioline sottili, le passa ad una ad una in un altro piatto dove le condisce con la salsa, e quando sono imbevute a dovere le trasferisce in un terzo piatto. Mangerà finalmente Agilulfo? Macché. Lui è una lucida armatura da combattimento, non ha stomaco da riempire né bocca cui accostare la forchetta. Chiamerà il valletto, gli consegnerà il piatto, se ne farà portare uno pulito e comincerà a spolpare il fagiano fino a togliere la più restia fibra di carne dall’ultimo ossicino.
Ok, l’ottimismo è il mio mestiere. Per cui mi congedo dal 2005 con alcuni link a profezie di catastrofi variamente assortite. Voila la fine del mondo il 23 dicembre 2012 secondo i Maya, verso il 2050 secondo il Wwf, nel 3033 secondo la Monaca di Dresda. E per finire un po’ di gufate provenienti da un sito che si definisce “di ispirazione cattolica” e da quello ufficiale dei Testimoni di Geova. Felice 2006 a tutti.
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